Project info

  • Anno: 2012
  • Luogo: Roma

L’immobile identificato ai numeri civici n° 22, 24 e 26 di Via dei Banchi Nuovi e n° 4, 5 e 6 di Vicolo San Giuliano costituisce la porzione d’angolo di un isolato incluso nel Rione V, nominato Ponte, come da mappatura del Catasto Urbano di Roma,  e pur non costituendone parte monumentale ne forma un importante tassello del tessuto edilizio.

Ferruccio Lombardi  nel suo testo “Roma – Palazzi, Palazzetti, Case 1200 – 1870”, descrive il Palazzo così:
 “Palazzetto seicentesco a quattro piani di sei finestre ognuno; al piano terreno, tra porte di rimessa apre un bel portale affiancato da colonne, al primo e quarto piano, finestre con cornici semplici decorate in chiave da una stella ed, al secondo e terzo piano, con architravi a stucco e ricchi decori. Il Palazzetto, restaurato nell’800, conserva inalterati i delicati caratteri originali.”, ben interpretando i caratteri tipologici delle facciate.

Effettuando una lettura puntuale dei caratteri del volume, che si sono tramandati fino ad oggi, si coglie innanzitutto la gerarchia, storicamente affermata, tra la facciata di rappresentanza e la facciata di servizio o di importanza minore: il fronte su Via dei Banchi Nuovi si offre ai passanti con le sue delicate decorazioni e modanature, mentre il fronte su Vicolo San Giuliano risulta abbastanza omogeneo e privo di particolarità.

La facciata su Via dei Banchi Nuovi dichiara la sua appartenenza storica con la tipica ripartizione in parte basamentale, corpus centrale e attacco al cielo: il basamento risulta nobilitato da un intonaco stilato che abbraccia il piano terra ed il piano primo di servizio; il coprus centrale, staccato dal basamento mediante la doppia linea del  marcapiano e marca davanzale del secondo piano, e compreso tra i marca davanzali del secondo e del terzo piano, risulta ritmato da grandi finestrature dotate di cornici decorate a stucchi e con timpani curvilinei; l’attacco al cielo risulta nel nostro caso molto frammentario poiché è dato non solo da un alleggerimento della parte terminale del volume “effettivo” (ovvero la parte che abbraccia il terzo e quarto piano) che si concretizza nella mancanza di marcadavanzale al terzo piano e nella sobrietà delle cornici delle finestrature del quarto piano,  ma anche da una serie di volumi che a partire dal cornicione del quarto piano sfrangiano rendendo affatto netto l’attacco al cielo dell’immobile.

Tutta la facciata è ritmata da ampie finestrature allineate lungo un asse di simmetria ed è delimitata sul lato destro dal corpo di fabbrica contiguo, mentre sul lato sinistro (dove rigira su Vicolo San Giuliano) da un bugnato d’angolo costituito da conci in travertino che salgono fino al marcapiano del secondo piano, a partire dal quale si trasforma in un’ ampia lesena decorata in sommità con una stella che va a concludersi sotto il cornicione.

Tale sottolineatura dell’angolo volge anche su Vicolo San Giuliano, dando così continuità al volume edilizio, continuità che è anche garantita dalla tripartizione di questa facciata mediante il ripetersi dei  marcadavanzali al secondo e terzo piano.

Ciò nonostante la facciata su Vicolo San Giuliano risulta molto piatta ed omogenea, a causa del ritmo uguale delle aperture e del ripetersi monotono a tutti i piani delle semplici cornici murarie che le delimitano; essa non concorre, né ha mai concorso, con la facciata su Via dei Banchi Nuovi che ha perciò tutto l’onere e l’onore di conferire pregio e valore architettonico al Palazzetto.